Sacro profano impero

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lyrics

L'aria, là sopra, era calda e soffocante, il rumore della macchina in funzione gli causava un sovrappiù di stordimento, però in certi casi era il rifugio ideale dove trincerarsi. Era una sorta di soffitta male in arnese. Sulle pareti erano affisse le tabelle con gli orari dei turni di operatori e cassiere, un promemoria ingiallito sulle norme di comportamento da tenere all'interno del cinema, un calendario scollacciato, di quelli che si trovavano affissi negli abitacoli dei tir, e la locandina di un film: "La vigilante dal grilletto facile". Altre locandine erano stipate in una cesta. I titoli erano tutto un programma. Quelli più divertenti ammiccavano a opere famose, parodiandole in versione pornografica. In fondo alla stanza, c'era la macchina di proiezione, che irradiava in sala i film. Dietro, sul muro, era ben visibile ogni scena. Se a quattordici anni m'avessero detto che a ventisette sarei stato pagato per vedere film porno a giornate intere, giuro che avrei smesso di farmi le seghe in attesa di tempi migliori, si diceva Anthony prima di riprendere il suo ruolo di factotum in sala. La beatitudine impressa sui volti dei due attori, uomo e donna, il cui amplesso aveva costituito la scena finale del film di quel giorno, era di gran lunga più rassicurante delle avances fattegli da Don Carlos. Farsi cavalcare da un vecchiaccio bigotto che lo tirava per i capelli era un'immagine raccapricciante. Ridiscese a malincuore nella squallida e puzzolente hall del cinema. I tendaggi erano un inno alla polvere, la laminatura in oro delle colonnine aveva lasciato il posto ad un classico color posata, e il gabbiotto della cassa faceva rimpiangere le celle d'isolamento di Guantanamo in cui marcivano i talebani. Per non parlare della sala: le poltroncine erano finite, ciondolanti, strappate, scucite, macchiate un po' ovunque, il pavimento sarebbe stato adatto per una stalla, e l'impianto audio e video non era certo all'avanguardia. Ma era un dettaglio quasi irrilevante. Don Carlos proseguì a ragionare di filosofia spicciola e problemi religiosi ancora per un bel po', ma il proiezionista aveva smesso d'ascoltarlo. Ripensava al film in programmazione quel giorno. Un all sex americano degli anni Ottanta, doppiato da far pena, tanto da rendere esilaranti i dialoghi tra i personaggi. Nella scena madre, il protagonista maschile si ritrovava chissà come a letto assieme alla donna dei suoi sogni. E anche la loro prestazione era da sogno, impeccabile, lunga ed appagante in ogni posizione possibile ed immaginabile. Nei film porno emergeva preponderante l'aspetto ludico del sesso. Non esistevano complicazioni, sensi di colpa, morbosità. Gli attori non aspettavano altro che di sfilarsi i vestiti e fare l'amore, rifiatare e quindi da capo, cambiando partner o aggregandosi a un'orgia. Era un'immagine in un certo senso poetica, celestiale, al punto da rendere il tutto così irreale, quasi asessuato. Nella vita reale, invece, c'erano rapporti poco soddisfacenti, non del tutto completi, gravati dalla paura delle malattie. E ancora, prestazioni a pagamento, dei generi più vari, finanche virtuali, e poi gli stupri, e il mondo fiabesco dei film porno si sgretolava, gettando un'ombra oscura e angosciosa sul sesso e su ciò che gli girava intorno.

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from Progetto Idioma, released November 2, 2011

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Progetto Idioma Firenze, Italy

Idioma Project, including musicians with over a decade of experience, combines the dark, noisy, claustrophobic, groovy, and experimental music created by acts like The Velvet Underground, Sonic Youth, Joy Division, Fugazi, Pink Floyd, At The Drive-In, filled up with lyrics drenched in anguish, desperation, failure, and black humour, readapted from the works of the greatest living novelist. ... more

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