Werther?

from by Progetto Idioma

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lyrics

Tra un po' devo andare al lavoro. Non è mica facile mantenersi, col costo della vita di questi tempi. Oltre a fare il commesso, mi toccano pure gli straordinari notturni in compagnia della peggio gente, e per coltivare le mie passioni mi rimane pochissimo tempo. Vitaccia, quella dell'artista, arrabattarsi tutto il giorno e mai una soddisfazione alle tue aspirazioni. Oh, per carità, si sa che i più geniali artisti maledetti muoiono giovani, quindi se tanto mi dà tanto io potrò campare fino a novant'anni ed organizzarmi un buon fondo pensione, visto che scrivendo poesie ho l'ottima prospettiva di non vedere mai il becco d'un quattrino. Forse sono io che mi faccio troppi problemi a relazionarmi con le persone. Diciamo che non sono un gran frequentatore del genere umano, anzi, sono un corpo estraneo persino a me stesso. Mi dicono che la cosa migliore quando si sta male è fare lo scaricabarile, prendersela con qualcun altro. È colpa della società, lo giuro davanti alla corte, mettetelo a verbale. Il problema è che pure la società fa lo scaricabarile, e sostiene che la colpa sia mia. Come ci sono finito a fare le cose che faccio? Non lo so, potrei provare a partire da lontano, da bambino, da quando giocavo nel cortile sottocasa con la mia amica del cuore, e un giorno lei rimase schiacciata dal cancello automatico, e morì. Davanti ai miei occhi. La porta magica che si apriva e si chiudeva da sola, quella volta non si riaprì. Credo che quel giorno qualcosa in me si sia rotto. O forse era solo un fatto slegato dal resto, che ho provato a collegare più tardi per cercare di giustificarmi di fronte a me stesso. E il compagno Giunco? Quell'omone così rassicurante, irsuto, rubicondo. Era il proprietario della gelateria più famosa del posto, per noi bambini destinati a passare qualche settimana in quel paesino di mare era una specie di luogo sacro. Il gelato dopo cena era un rito che non si poteva non compiere. E poi il compagno Giunco si divertiva a strabiliarci con dei numeri d'alta scuola. Prendeva una palla di gelato con la paletta e la scaraventava nella bocca spalancata di un bambino in piedi a un paio di metri di distanza. Non sbagliava mai. Adesso in quell'immagine potrei leggerci un chiaro messaggio, ma allora non capivo e vedevo le due cose separatamente. Per un po' di gelato gratis dovevo prima spararmi in bocca qualcos'altro, roba di proprietà del compagno Giunco. Nelle prime ore del pomeriggio non veniva mai troppa gente, bastava mettere sulla porta il cartello Torno subito e andare pochi minuti nel retrobottega, lui mi diceva che ero bravo, che avevo imparato in fretta come si faceva, e mi regalava il gelato. Per diversi anni è stato così. Poi immagino sia toccato a qualche altro suo piccolo cliente. Come fai a vivere bene la tua condizione in un ambiente così, non ti puoi sfogare né confidare con nessuno. Quando pensi d'aver trovato qualcuno in sintonia con te, spesso soffri le peggiori delusioni. Un'estate andai in vacanza con un mio amico, avevamo prenotato una camera d'albergo con due letti singoli ma per errore ce ne dettero uno matrimoniale. Per lui non c'era problema, per me nemmeno, tant'è che non stavo nella pelle e rimasi parecchio tempo a rigirarmi nel letto mentre lui dormiva già da parecchio. Dopo un po' lui si svegliò, si accorse che aveva qualcosa tra le gambe e si girò di scatto verso di me. Fece un salto pazzesco fuori dal letto e si mise a urlare come un ossesso. Mi offese con tutti gli epiteti che conosceva, e alla fine mi consigliò di andare a fare le marchette. Io, siccome credevo ancora nella sincerità della sua amicizia, gli ho dato retta, e vi assicuro che è un sistema efficace per combattere il caro–affitti. Uno che si meriterebbe ben di peggio è il Purga, uno dei pittori ambulanti storici del centro. Era specializzato nei ritratti dei bambini, e queste sue preferenze si ripercuotevano anche a livello sessuale. Da piccolo io ed alcuni miei amici bazzicavamo dalle sue parti e lo prendevamo in giro perché era un tipo stranissimo. Era su per giù come adesso, l'enorme coda di capelli grigi e il pizzetto luciferino lo rendevano un personaggio sinistro. All'epoca lo vedevamo come una specie di uomo nero. E lo era davvero, visto che tre di noi, me compreso, ebbero incontri ravvicinati col suo pennello, non so se mi spiego. Maschi, femmine, non faceva distinzioni, il Purga. Bastava fossero ampiamente minorenni. Con quell'aria abbrutita, con le lievi alzate di spalle che faceva quando si sentiva addosso degli sguardi insolenti di dileggio, il Purga mascherava le più immonde perversioni e continuava imperterrito a dipingere. Ogni tanto, durante il turno di notte, viene da me un tizio che gli assomiglia vagamente. Mentre lo facciamo mi rivedo bambino, nudo nella soffitta buia dove abitava il Purga, che prima mi paragonava a qualche quadro famoso e poi passava all'azione senza ulteriori preamboli, sostenendo che la sua arte era astratta e perciò in un certo senso quello che stavamo facendo non era reale. Che schifo. Questa società va scardinata dalle fondamenta, per debellare il male, e se proprio non è possibile, noi, nel nostro piccolo, dobbiamo darci da fare per uscire dalla massa e darle degli scossoni tremendi, da magnitudo nove. Facciamoli tremare, questi maiali!

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from Progetto Idioma, released November 2, 2011

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Progetto Idioma Firenze, Italy

Idioma Project, including musicians with over a decade of experience, combines the dark, noisy, claustrophobic, groovy, and experimental music created by acts like The Velvet Underground, Sonic Youth, Joy Division, Fugazi, Pink Floyd, At The Drive-In, filled up with lyrics drenched in anguish, desperation, failure, and black humour, readapted from the works of the greatest living novelist. ... more

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